La comunità parrocchiale di San Pietro alla Costa - San Michele Arcangelo di Torello celebrarà domani, presso la chiesa di San Pietro alla Costa, la festa in onore della Madonna delle Grazie. Già alla fine dell'Ottocento il canonico Luigi Mansi ricordava, nella sua "Ravello Sacra-Monumentale", che la chiesa conservava "una grande statua della Madonna che si porta in processione nel due luglio, festa della Visitazione di Maria".
Esigenze liturgiche, ma soprattutto pratiche ne hanno poi fissata la celebrazione nella prima domenica di luglio. Programma religioso: ore 8.00: Messa solenne presieduta da Don Carmine Satriano ore 10.30: Santa Messa Comunitaria Ore 19.00: Santa Messa comunitaria e processione per le vie della Parrocchia
Programma civile:
La giornata sarà allietata dal concerto bandistico "Città di Minori" Alle 21.00, dalla rada di Marmorata, spettacolo pirotecnico curato dalla Ditta Amodio Di Matteo e F.lli di Sant'Antimo (NA)
La frequente consultazione dei volumi delle visite pastorali dei vescovi ravellesi, miniere incomparabili di notizie sulle vicende che interessarono la diocesi di Ravello e la sua articolazione parrocchiale in età moderna, mi ha spinto a pubblicare in questa sede una descrizione della chiesa di San Pietro alla Costa, risalente agli anni trenta del Settecento.
Attestata nella documentazione dal 1275, quando ne era rettore Iacobus De Cinnamo, rappresentante del capitolo della cattedrale in alcuni contratti di locazione del tempo, l’Ecclesia Sancti Petri possedeva nel 1291 alcuni beni situati nella località Aqua Flive di Tramonti.
Ai documenti citati, rappresentanti tuttora le testimonianze più antiche dell’esistenza della chiesa nel rione Costa, altri e più cospicui se ne aggiunsero tra la fine del medioevo e l’età moderna, seguendo una tendenza estensibile a tutti luoghi di culto della città la cui storia, nonostante i monumentali lavori del Mansi e dell’Imperato o a quello recentissimo del Fulchignoni, è ancora tutta da scrivere.
Il testo che segue offre una descrizione della chiesa antecedentemente ai lavori di ricostruzione di fine Settecento e permette, pertanto, di avere un idea dell’originario edificio di culto.
Parroco del tempo era Don Fortunato Pisacane il quale, però, nel 1744 veniva citato dalla Corte Vescovile con l’accusa di non risiedere in parrocchia, non celebrare messa nei giorni statuiti e non insegnare il catechismo ai fanciulli. Due anni dopo gli venne assegnata la cura parrocchiale di una porzione della chiesa di S. Giovanni del Toro.
“Il titolo della Parrocchiale che si possiede dal sacerdote Don Fortunato Pisacane è di S. Pietro e Paolo, della di cui fondazione non se n’ha memoria.
Vi sono in essa Chiesa, quattro altari. Il maggiore viene costrutto da una cona (dipinto) tutta indorata, al finimento di sopra vi è una pittura del Padre eterno, al di sotto vi sono l’effigie di Maria SS. In mezzo, dall’uno e l’altro l’effigie de suddetti S. Pietro e Paolo, più di sotto e vicino all’altare vi sono effigiati i dodici Apostoli con l’immagine del SS. Salvatore, in detto altare vi è uno gradino indorato senza tabernacolo. La lapide dell’altare è tutta di marmo consistente in un pezzo solo. Vicino detta cona vi sono quattro colonne, due di sopra e due di sotto. Nel suddetto altare fuori della messa Parrocchiale non v’è altro peso.
Vi sono due altri altari laterali al suddetto maggiore, l’uno verso mezzo quarto (a destra) sotto il titolo della SS. Vergine del Carmine, sospeso dall’Illustrissimi vescovi antecessori per non avere mantenimento; onde solo si riferisce che nella di cui cona, che similmente è tutta indorata vi sono l’effigie della SS. Vergine del Carmine, S. Cosmo e Damiano e del defunto Damiano Gonzalez (castellano della città agli inizi del Seicento) ed Adriana Fenice sua moglie che lo dotarono ed ora si sono perdute l’entrate in questa Città di Ravello.
L’altro verso Tramontana, similmente sospeso la di cui Cona è tutta indorata e con l’effige di S. Francesco d’Assisi, San Francesco di Paola ed i dodici Apostoli.
L’altro dedicato all’Angelo Custode, che non è sospeso ed ave entrade non di che carlini 48 che sono all’intutto inesigibili per causa d’un soscielleto (bosco di carrube) lasciato a detto altare dal quondam (defunto) Andrea Manso alias mala cera, donationis titulo, e senza verun (nessun) peso; la cona di detto altare è pittata a color celeste con l’effigie dell’Angelo Custode che tiene l’anima per la mano, dietro alla quale v’è effigiato il demonio.
Detta Chiesa viene costrutta con atrio grande, che vien sostenuto da due colonne di marmo, due porte, una grande che corrisponde all’ala di mezzo di detta chiesa ed all’altare maggiore, l’altra più picciola, che corrisponde all’ala di destra, ed al detto altare del Carmine, nella 3a ala non vi è porta; vien sostenuta da sei colonne di marmo divise tre per parte. Ha di longitudine palmi 80(20 metri) e di latitudine palmi 60 (15 metri).
Vi è un soccorpo (cripta)profanato da tanti anni, che non se n’ha memoria ed in esso vi sono due colonne grosse di marmo che mantengono buona parte di detta chiesa.
Vi sono tre sepolture che non sono gentilizie. Vi è un organo a sei registri, che fu fatto dal Paroco antecessore Sig, Don Giuseppe Pisani (si dimise da parroconel 1719) col denaro che ricavò dall’altro organo antico ed ivi stava. Vi è un sol confessionale con la portella d’avanti e col commodo di confessare sì dalla parte sinistra, come dalla parte destra.
Detta chiesa tiene la sua sagristia, di larghezza palmi nove (2,3 metri) di lunghezza palmi 20(5,2 metri), che esiste verso mezzo quarto (navata destra). Vi è in detta sacristia una cassa per conservare i suppellettili che sono li seguenti:
Una pianeta di damasco cremesi con galloni d’oro (tessuto d’ornamento posto sugli orli e sulle costure dei paramenti) e francette (strisce da cui pendono dei filetti che serve ad ornare l’estremo orlo di vesti) similmente d’oro nell’estremità di essa.
Un’altra pianeta di zegrinetto (zigrinato) bianco, e con le fascie di raso cremesi.
Un’altra pianeta, similmente rossa di robba di porta nova.
Due altre pianete, una verde, l’altra violacea.
Vi sono quattro veli d’un sol calice, che v’è con la sua patena, due bianchei, l’altro rosso, e l’altro verde. Un camise con cingolo, ed un solo amitto.
Tre corporali e tovaglie sei per l’altare.
Un paliotto di damasco cremesi con galloni d’oro (rivestimento della parte anteriore della mensa dell’altare).
Un panno lungo di catalussa color bianco e rosso che serve per il crocifisso grande che sta in mezzo all’ala maggiore di detta Chiesa.
Vi sono similmente tredici pezzi di panni di taffettà giallo e cremesi che servono una volta l’anno per apparar detta Chiesa per la festa di S. Pietro e Paolo perché solamente detta festa si fa in detta Chiesa.
Vi sono due campanelli, che l’uno serve, e sta vicino alla sagristia, per quando il sacerdote va a celebrare e l’altro per l’elevazione della S. Messa (consacrazione).
Vi sono in detta Chiesa due campane, una grande e l’altra più picciola sono fra di esse divise nell’astrico (copertura piana) di detta Chiesaperché non v’è campanile.
Con detta Chiesa solo confina la casa, ove al presente abita Giovanni Di Palma (sposato in prime nozze nel 1708 con Carmina Manso della Parrocchia di S. Angelo di Torello e nel 1733, perché vedovo,conRosa Polverino, della parrocchia della Cattedrale, vedova di Francesco de Scala alias “lo Patano” della Città di Sorrento, annegato nel mare di Amalfi) che non dà nessuno incommodo o pregiudizio, che sta dalla parte della Sagristia suddetta e proprio verso mezzo quarto (la casa confinava con il lato destro della chiesa).
Pesi che tiene detta Chiesa
Si celebrano messe quindeci l’anno per l’anima del quondam Pietro Paolo Fenice per li beni lasciati a detta Chiesa a tenoro del suo testamento rogato per mano di Notar Carlo Celso De Giorgio di Napoli sotto il dì 8 agosto 1656, senza che ne avesse designato altare.
Si pagano annui a Monsigor Illustrissimo (il vescovo di Ravello) carlini sette per la visita.
Alla Reverenda Camera Apostolicacarlini sette (l’organo finanziario del sistema amministrativo pontificio). Per l’ubbidienza a Monsignor Illustrissimo carlini tre
Paga ogni anno alla Parrocchiale di S. Giovanni alla Costa carlini dodici per il mantenimento della lampada.
Per quello si deve riferire per i censi di detta Chiesa si potrà osservare dalla platea, che si presenterà suo loco et tempore per ragione che mancano tutte le notizie.
Nell’ambito del programma di ricerche (1998-2003) coordinato dal prof. André Vauchez (Direttore dell’Ecole Française de Rome) sul tema l’Uomo, lo spazio e il sacro nei paesi del mediterraneo, in collaborazione con numerosi studiosi italiani e stranieri, è nata la ricerca dedicata al Censimento dei santuari cristiani in Italia dall’antichità ai nostri giorni. Nel giugno del 1997 si è tenuta a Roma presso l'École Française una tavola rotonda su Lieux sacrés, lieux de culte, sanctuaires: approches terminologiques, méthodologiques, historiques et monographiques con lo scopo di definire i termini e gli obiettivi di questa ricerca. Nodo iniziale del lavoro è stato quello di trovare una giusta e ampia definizione di "santuario", termine curiosamente ignorato dal diritto canonico sino al 1956. Dal dibattito è emersa la necessità di arrivare a un'idea flessibile del concetto di santuario che tenesse conto della dimensione storica della ricerca: si è deciso di considerare santuario ogni luogo segnato da "apparizioni" e "miracoli", oggetto per questo di devozione e di pellegrinaggio spontaneo, nato in genere al di fuori delle normali istituzioni ecclesiastiche, ma divenuto presto loro stretto "alleato". Sulla base di questa riflessione metodologica e storiografica, partendo dalla ‘constatazione dell’importanza dei luoghi e degli itinerari santi all’interno delle culture che oggi come ieri sono presenti nel mondo mediterraneo’ si è avviato il censimento sistematico di tutti i santuari cristiani in Italia nel quale sono stati inclusi non solo i santuari oggi esistenti ma anche quelli scomparsi, attestati oramai solo dalle fonti scritte. E’ stata creata una banca dati in rete e a tal fine è stata realizzata dall'École française de Rome una scheda informatica che prevede cinque macro sezioni: - Generali - Architettura e notizie storico-artistiche - Pratiche religiose - Fonti (con segnalazione della presenza di eventuali archivi) - Bibliografia Hanno aderito al censimento trenta Università distribuite su tutto il territorio nazionale che hanno formato équipe regionali di lavoro. Ogni équipe regionale è stata coordinata da studiosi con competenze disciplinari specifiche e tali da soddisfare le esigenze legate all’intero arco cronologico - dal tardo antico all’età contemporanea - e alla multidisciplinarietà del progetto.
Festeggiamenti in onore dei Santi Cosma e Damiano RAVELLO
23 -25 SETTEMBRE: TRIDUO STRAORDINARIO IN ONORE DEI SANTI
23 SETTEMBRE
- Ore 17,30: Santuario - Recita del Santo Rosario, processione fino alla Chiesa di S. Michele Arcangelo, celebrazione Eucaristica, esposizione dei Santi medici.
24 SETTEMBRE Ore 17,30: Chiesa San Michele Arcangelo - Recita del Santo Rosario, processione fino alla Chiesa di S. Pietro alla Costa, celebrazione Eucaristica, esposizione dei Santi medici.
25 SETTEMBRE Ore 17,30: Chiesa S.Pietro alla Costa - Recita del Santo Rosario, processione fino al Santuario, Messa Solenne in suffragio di Mons. Pantaleone Amato, già Rettore del Santuario. AL TERMINE, BENEDIZIONE DEL PANE E DELL’OLIO
26 SETTEMBRE 2008
RAVELLO CELEBRA LA FESTA DEI SANTI COSMA E DAMIANO
Ore 7.00 - 8.00 - 9.00 - 10. 00 - 11.30 - Santa Messa comunitaria Ore 17.00 Santa Messa Comunitaria Ore 18.00 Processione dei Santi per la Contrada Ore 19.00 Messa solenne celebrata da S.E. Mons. Orazio Soricelli.
In tutte le domeniche dal 28 settembre al 31 ottobre l’orario delle Sante messe nel Santuario sarà il seguente: ore 8.00 – 9.30 – 10.30 – 11.30 – 17.30. Fino al 25 ottobre, ogni sabato, messa alle ore 10,30. Durante l’anno la messa sarà celebrata, ogni domenica e festività liturgiche, alle ore 10,30. Fino al 31 ottobre il Santuario sarà aperto nei giorni feriali: dalle ore 9,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00
. Per eventuali necessità e per la visita al Santuario in orari di chiusura rivolgersi a Padre Antonio Petrosino tel. 3475151609 e Nicola Amato tel. 338.3995916. Per contatti e- mail: santuariosancosma@tiscali.it - fax 089.858577
DAL 1° SETTEMBRE SONO FINALMENTE INIZIATI I LAVORI DELL’ASCENSORE A SERVIZIO DEI FEDELI, PER I QUALI SI CHIEDE LA COLLABORAZIONE DI TUTTI
Domenica 6 luglio la comunità parrocchiale di S. Pietro alla Costa celebrerà la festa della Madonna delle Grazie. La festa, celebrata anticamente il 2 luglio come riferiva Luigi Mansi sul finire dell'Ottocento, oggi viene fatta la prima domenica di Luglio.
Quest'anno, a causa dei lavori di risistemazione del borgo di Torello, la processione che avrà inizio alle ore 20.00, giungerà attraverso via S. Pietro e via della Repubblica, al Santuario dei SS. Cosma e Damiano. Concluderà i festeggiamenti un pregevole spettacolo pirotecnico dalla rada di Marmorata curato dalla rinomata ditta pirotecnica Di Matteo Amodio alle ore 21.15.
La giornata sarà allietata dalla giovane banda di "Giffoni Sei Casali" diretta dal M° Massimo Amendola.
E' iniziato ieri 1 maggio il mese che la Chiesa dedica alla preghiera e alla venerazione della Madonna. La comunità parrocchiale di San Pietro alla Costa-San Michele celebrerà il mese nelle tre chiese della parrocchia.
Dal giorno 1 al giorno 10 al Santuario dei SS. Cosma e Damiano
Dal giorno 11 al giorno 20 nella Chiesa di San Michele a Torello
Dal giorno 21 al 31 maggio nella Chiesa di San Pietro dove si concluderà con la processione con la statua della Madonna della Grazie.
In questi giorni il santo rosario verrà recitato alle 18.00, la Santa Messa celebrata alle 18.30.
Certamente dal cielo Don Pantaleone sarà felice nel vedere la sua casa abitata dai sacerdoti e religiosi , che vi si fermeranno per godere un po’ di riposo. Era stata per moltissimi anni il suo nido , che egli aveva sistemato al terzo piano del fabbricato, nato quasi dalle sue mani perché diventasse “La casa del pellegrino”. Ora, le cose sono cambiate: per fortuna c’è la strada rotabile, che ha trasformato le necessità e le abitudini dei numerosi pellegrini, che ogni anno si recano al Santuario dei SS. Cosma e Damiano. Perciò, la Diocesi l’ha restaurata e l’ha trasformata nella “Casa di accoglienza “Mons.Pantaleone Amato”: comprende otto camere da letto, tutte ben arredate e con vista a mare; una sala più ampia per gli incontri, una cucina attrezzatissima e un grande terrazzo, da cui si ammira un panorama da favola, che non ha nulla da invidiare a quello della Villa Cimbrone. All’occorrenza, potrà essere utilizzata per iniziative diocesane, di supporto all’altra Casa Diocesana in Sambuco. L’ha inaugurata il nostro arcivescovo il 25 luglio scorso. Chi in quel giorno è stato a Ravello, nella piazzetta di San Cosma, è rimasto ammirato per il clima di festa popolare con cui i familiari e i parrocchiani di Don Pantaleone hanno salutato questa iniziativa. Per tutti è stato un meritato riconoscimento della Sua opera, per la Diocesi è stato anche un altro piccolo seme gettato nel solco da lui tracciato. Che il Signore lo benedica!
Per informazioni, i sacerdoti e i religiosi potranno telefonare a Nicola Amato 338/3995916
Laureato in Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Salerno,con una tesi in Storia Medievale dal titolo "Istituzioni ecclesiastiche e vita religiosa a Ravello nel Medioevo" (Rel. Prof. Amalia Galdi, Corr. Prof. Gerardo Sangermano), si occupa da diversi anni del culto dei santi a Ravello nel Medioevo e nell'Età moderna con particolare riferimento a S. Barbara e ai SS. Cosma e Damiano. Si è anche occupato delle forme di partecipazione laicali alla vita cristiana, confluite nello studio sulle confraternite dei Disciplinati di S. Angelo e su quella della Madonna del Carmine, esistenti un tempo a Ravello.
Membro del direttivo dell'Associazione Culturale "Ravello Nostra", fa parte del comitato di redazione del Periodico "Incontro Per Una Chiesa Viva" e del bollettino "Voce del Santuario dei SS.Cosma e Damiano".
Attualmente si stà specializzando in "Gestione e Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario" presso la stessa Università.